Instagram e i falsi influencer

Instagram e i falsi influencer

Il crescente fenomeno degli influencer, facendo leva sulle dinamiche di interazione proprie dei social, ha introdotto un nuovo modello di promozione per i brand: alcuni nomi noti e parecchio seguiti vengono pagati dalle società per veicolare un messaggio pubblicitario attraverso i loro profili e le loro pagine. Una formula di marketing che interessa anche la piattaforma di photo sharing per eccellenza: Instagram.

C’è chi per diventare un influencer è disposto a tutto, anche a mettere mano al portafogli e comprare (letteralmente) follower, like e commenti, così da incrementare il proprio pubblico (seppur fittizio) e vendere poi successivamente la visibilità acquisita alle società in certa di promozione. Instagram ha deciso di combattere la pratica, chiudendo le porte a siti e applicazioni come Instagress, InstaPlus e PeerBoost che si occupano proprio di offrire agli utenti interazioni a pagamento. Una scelta operata poiché queste realtà violano le linee guida della community e i termini di utilizzo della piattaforma.

Emblematico il messaggio che compare sulla homepage di Instagress: “Sorry, but our web-service is closed” (“Ci dispiace, ma il nostro servizio Web è chiuso”). Le interazioni vendute da questi siti erano nella quasi totalità dei casi di tipo generico, gestite da bot, mai realmente in linea con il contenuto pubblicato dagli utenti. Insomma, per fare alcuni esempi, messaggi in stile “This is so awesome!” o “Love it!”.

Un’altra operazione in corso è quella che vede l’esclusione dai risultati della ricerca e dalla scheda Esplora degli account che si rendono colpevoli di spam allegando un numero smisurato di hashtag al solo fine di catturare l’attenzione. Instagram ha dunque preso coscienza di come il fenomeno dei fake influencers non sia visto di buon occhio dagli utenti reali e di come in molti abbiano avvertito l’esigenza di un cambio di rotta. La direzione intrapresa sembra essere quella giusta, come dimostra anche l’impiego di un’intelligenza artificiale per tenere i commenti offensivi lontani dalla piattaforma.

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